A partire dal 14 ottobre 2025, Microsoft interromperà ufficialmente gli aggiornamenti di sicurezza per Windows 10, decretando la fine di un’era per milioni di computer in tutto il mondo. Dietro questa notizia, apparentemente tecnica, si nasconde un problema ben più grande: l’impatto #ambientale derivante dalla possibile dismissione di un numero enorme di dispositivi ancora funzionanti.

Il rischio dell’obsolescenza forzata

Molti computer oggi in uso non sono compatibili con i requisiti richiesti da Windows 11. Questo significa che, in assenza di aggiornamenti ufficiali, tanti utenti — privati, aziende e pubbliche amministrazioni — si troveranno di fronte a una scelta difficile: sostituire il PC o continuare a usarlo con sistemi meno sicuri.

Secondo le stime più recenti, si parla di centinaia di milioni di dispositivi destinati all’obsolescenza. Una quantità enorme di apparecchiature che, se non correttamente gestita, potrebbe trasformarsi in decine di migliaia di tonnellate di rifiuti elettronici (RAEE).

RAEE: un’emergenza silenziosa

I RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) rappresentano una delle categorie di scarto più complesse da trattare. Contengono materiali preziosi — come rame, oro e terre rare — ma anche sostanze pericolose, che se disperse nell’ambiente possono contaminare suolo e falde acquifere.

Ogni computer che finisce in discarica senza un corretto smaltimento è una doppia perdita:

  • per l’ambiente, a causa dell’inquinamento prodotto dai componenti elettronici;
  • per l’economia circolare, perché vengono sprecate risorse che potrebbero essere recuperate e riutilizzate.

In Italia, la gestione dei RAEE è già oggi un settore sotto pressione: la raccolta copre solo una parte del totale generato e molti dispositivi sfuggono ancora ai canali ufficiali.

Un tema ambientale, non solo tecnologico

L’obsolescenza dei sistemi operativi è solo uno dei volti del consumismo digitale. Ogni volta che un software diventa “vecchio”, migliaia di tonnellate di hardware rischiano di diventare inutili. Ma la sostenibilità passa anche da qui: prolungare la vita dei prodotti è uno dei pilastri dell’economia circolare.

L’Unione Europea sta già promuovendo iniziative per contrastare l’obsolescenza programmata e migliorare la tracciabilità dei RAEE, ma serve anche un impegno quotidiano da parte di cittadini e imprese.

L’uscita di scena di Windows 10 può diventare un’occasione per ripensare il nostro rapporto con la tecnologia. Piuttosto che considerare un computer “vecchio” come rifiuto, è possibile adottare soluzioni che allungano la vita dei dispositivi e riducono la produzione di RAEE:

1. Rigenerare invece di sostituire

Molti PC non compatibili con Windows 11 possono continuare a funzionare perfettamente installando sistemi operativi leggeri o open source. Questa scelta consente di prolungare la vita utile dell’hardware, ridurre i costi e abbattere le emissioni legate alla produzione di nuovi dispositivi.

2. Promuovere il ricondizionamento

Le aziende specializzate nella rigenerazione dei computer svolgono un ruolo chiave nell’#economiacircolare. Recuperano, testano e reimmettono sul mercato dispositivi ancora performanti, evitando che diventino rifiuti prematuri.

3. Favorire la raccolta RAEE certificata

Quando un dispositivo è davvero inutilizzabile, deve essere consegnato ai centri di raccolta autorizzati o ai rivenditori che aderiscono al circuito RAEE. Solo in questo modo è possibile recuperare in sicurezza materiali preziosi e smaltire in modo corretto le componenti nocive.

4. Incentivi e informazione

Incentivi economici, campagne di sensibilizzazione e partnership pubblico-private possono stimolare comportamenti virtuosi e ridurre gli sprechi tecnologici.

L’obiettivo non è solo smaltire meglio, ma consumare in modo più intelligente. Solo così la transizione digitale può diventare anche una transizione ecologica.

Condividi questo articolo per aumentare la consapevolezza del problema dei RAEE legati a Windows 10 e più forte sarà il cambiamento che possiamo costruire insieme.