Il Bando RAEE 2026, pubblicato il 16 marzo 2026 dal Centro di Coordinamento RAEE in collaborazione con ANCI e le principali associazioni di filiera, rappresenta una delle principali leve operative per il rafforzamento del sistema nazionale di gestione dei rifiuti elettronici.

Non si tratta semplicemente di un contributo economico. Il bando si inserisce in una logica più ampia di infrastrutturazione dell’economia circolare, con impatti concreti su compliance normativa, performance ambientali e qualità del servizio offerto a cittadini e imprese.

RAEE in Italia: raccolta ancora insufficiente e ruolo crescente di riuso e riparabilità

Il tema dei RAEE in Italia resta strutturalmente critico.
Negli ultimi anni la raccolta ha registrato un andamento positivo, ma ancora lontano dagli obiettivi europei: il tasso di intercettazione si attesta intorno al 35–40% dell’immesso sul mercato, rispetto a target comunitari pari al 65%.

Questo significa che una quota rilevante di rifiuti elettronici continua a sfuggire ai canali ufficiali, con impatti sia ambientali sia economici, legati alla perdita di materie prime critiche.

In questo scenario, il tema della riparabilità e del riutilizzo assume un ruolo sempre più centrale.
L’estensione del ciclo di vita dei prodotti – attraverso manutenzione, riparazione e preparazione per il riuso – rappresenta una leva concreta per:

  • ridurre la produzione di rifiuti elettronici;
  • contenere l’impatto ambientale complessivo;
  • migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse.

Non è un caso che anche a livello europeo si stiano rafforzando politiche orientate al cosiddetto “right to repair”, con l’obiettivo di rendere i prodotti più facilmente riparabili e prolungarne l’utilizzo.

In questo contesto, iniziative come il Bando RAEE 2026 non intervengono solo sulla raccolta, ma contribuiscono indirettamente a costruire un sistema più efficiente, in cui raccolta, riutilizzo e recupero dei materiali diventano parti integrate della stessa filiera.

Un’opportunità strategica per comuni e gestori

Con una dotazione complessiva superiore ai 4,2 milioni di euro, il bando interviene su tre ambiti chiave: il potenziamento dei Centri di Raccolta esistenti, la realizzazione di nuove infrastrutture e lo sviluppo di sistemi di microraccolta accompagnati da attività di comunicazione.

Questa articolazione riflette una logica precisa. Da un lato si lavora sul miglioramento operativo – quindi infrastrutture e flussi RAEE – dall’altro si introduce una dimensione più strategica, legata all’allineamento agli obiettivi del Decreto Legislativo 49/2014 e alle sempre più rilevanti logiche ESG.

Le tre misure: cosa finanzia concretamente il bando

Le tre linee di intervento non vanno lette come semplici categorie tecniche, ma come tre leve complementari di sviluppo del sistema.

La Misura A è dedicata all’adeguamento dei Centri di Raccolta già esistenti. Finanzia interventi di miglioramento strutturale e l’acquisto di attrezzature, coprendo fino all’85% dei costi, con un massimo di 30.000 euro.
È una misura pensata per chi ha già una struttura operativa e vuole migliorarne efficienza e qualità.

La Misura B riguarda invece la realizzazione di nuovi Centri di Raccolta nei territori che ne sono privi. In questo caso il contributo arriva fino a 75.000 euro per singolo Comune e fino a 100.000 euro per progetti aggregati.
Si tratta della linea con il maggiore impatto strutturale, perché incide direttamente sulla copertura del servizio a livello territoriale.

La Misura C, infine, introduce un elemento spesso sottovalutato: la relazione con il cittadino. Finanzia infatti sistemi di microraccolta continuativa e campagne di comunicazione locale, con contributi fino all’85% dei costi (massimo 50.000 euro).
È una misura strategica, perché riconosce che senza accessibilità e consapevolezza la raccolta resta inefficace, anche in presenza di infrastrutture adeguate.

Tempistiche: un fattore più critico di quanto sembri

Il bando è già operativo e prevede una finestra temporale definita:

  • apertura: 16 marzo 2026
  • chiusura (inderogabile): 13 maggio 2026

I tempi di realizzazione variano a seconda della misura:

  • 12 mesi per le Misure A e C
  • 30 mesi per la Misura B

Questo significa che la vera criticità non è solo rispettare la scadenza, ma riuscire a strutturare rapidamente un progetto credibile e completo, evitando candidature deboli o incomplete.

Requisiti e vincoli: dove si gioca l’ammissibilità

Il bando è rivolto a Comuni, Unioni di Comuni, Consorzi e aziende che gestiscono la raccolta RAEE per conto degli enti.

Per accedere alle Misure A e C è necessario essere già iscritti al CdC RAEE e disporre di un Centro di Raccolta attivo (servizio C2).

Accanto ai requisiti, ci sono alcuni vincoli che rappresentano uno dei principali punti di criticità operativa. In particolare:

  • non possono partecipare i CdR già finanziati nei bandi 2024 e 2025
  • è possibile presentare una sola domanda per soggetto
  • non sono ammessi interventi già realizzati prima della pubblicazione del bando

Sono aspetti apparentemente formali, ma che nella pratica determinano molte esclusioni.

Spese e rendicontazione: attenzione alla gestione operativa

Il contributo viene erogato in un’unica soluzione, ma solo a fronte di spese effettivamente sostenute e documentate.
Tutte le fatture e i pagamenti devono essere successivi al 16 marzo 2026.

Non rientrano tra le spese ammissibili:

  • costi del personale interno
  • canoni di leasing
  • beni già in possesso

Un ulteriore elemento da considerare riguarda gli obblighi di monitoraggio. Sono richiesti aggiornamenti periodici sullo stato di avanzamento dei progetti e, in caso di mancato invio, è prevista la decadenza dal contributo.

Criteri di valutazione: non basta “fare il progetto”

La selezione delle domande si basa su una valutazione tecnica articolata, che tiene conto di diversi fattori:

  • qualità e caratteristiche dell’intervento
  • equilibrio tra costi e benefici
  • fattibilità operativa
  • presenza di certificazioni (ISO, EMAS)
  • ampiezza del bacino servito

Il punto chiave è che non viene premiato chi presenta il progetto più ambizioso, ma chi dimostra coerenza, sostenibilità e realizzabilità.

Implicazioni ESG e normative

Il Bando RAEE 2026 deve essere letto anche in chiave ESG.
Intervenire sulla raccolta dei rifiuti elettronici significa migliorare la tracciabilità dei flussi, aumentare il recupero di materie prime critiche e rafforzare la conformità normativa.

Per enti e gestori, questo si traduce in una riduzione del rischio operativo e in un rafforzamento del proprio posizionamento istituzionale, in un contesto in cui la sostenibilità è sempre più un tema di governance.

Un aspetto spesso trascurato: la natura del bando

A differenza dei contributi pubblici tradizionali, il bando RAEE ha natura privatistica.

Questo comporta regole specifiche sia nella gestione del finanziamento sia nelle eventuali controversie, con procedure dedicate di conciliazione.
È un elemento che incide direttamente sulla gestione del progetto e che richiede attenzione fin dalla fase di candidatura.

Conclusione: un’opportunità concreta, ma non automatica

Il Bando RAEE 2026 rappresenta un’opportunità reale per migliorare infrastrutture, servizi e performance ambientali.

Tuttavia, non è un passaggio automatico.
La riuscita della candidatura dipende dalla capacità di costruire un progetto:

  • tecnicamente solido
  • coerente con i requisiti del sistema RAEE
  • sostenibile nel tempo
  • gestibile correttamente in fase di rendicontazione

Se stai valutando la partecipazione al Bando RAEE 2026, il tema non è solo accedere al contributo, ma impostare correttamente l’intero progetto.

Un supporto tecnico nella fase di analisi dei requisiti, progettazione e redazione della domanda può fare la differenza tra una candidatura ammessa e una esclusa.

👉 Contattaci per strutturare correttamente la tua candidatura e massimizzare le possibilità di accesso al contributo.

Per una lettura completa dei requisiti, delle modalità di partecipazione e della documentazione tecnica richiesta, è possibile consultare il bando integrale sul sito del Centro di Coordinamento RAEE e scaricare la documentazione ufficiale al seguente link https://www.cdcraee.it/news/pubblicato-il-bando-raee-2026-per-il-potenziamento-delle-infrastrutture-di-raccolta-dei-rifiuti-elettronici/